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 Gli altri e la transizione

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Angelo Decaduto
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MessaggioTitolo: Gli altri e la transizione   Mer Set 15, 2010 7:57 pm

http://www.transizioneftm.it/amici.asp

"La mia transizione vista dalla persone che mi sono vicine.Aneddoti e racconti.
Una delle variabili più importanti per me pensando alla transizione, è stato considerare l’impatto della mia decisione presso le persone cui tengo o che a vario titolo orbitano nella mia esistenza. Per alcune di loro, pochissime per la verità, si è trattato di prendere atto di un’evoluzione della mia vita della quale sono sempre state compartecipi. Per la grande maggioranza si è trattato di scoprire di punto in bianco un aspetto fondamentale di me stesso, che per mia reticenza perlopiù non avevano mai conosciuto. Sono sempre stato molto restio ad aprirmi al prossimo in materia, preferendo che ciascuno mi percepisse per suo conto per ciò che sono, ma risparmiando a me e a loro approfondimenti in merito alla mia disforia di genere, tema del quale non ho mai parlato volentieri con nessuno ritenendolo troppo complesso, troppo personale e troppo incomprensibile ai più per anteporlo a ciò che sono come essere umano. La transizione ha dovuto insegnarmi innanzitutto a non sottostimare me, immediatamente dopo a non sottovalutare le persone che ho intorno negando a priori a loro ed a me stesso la possibilità di vivere un rapporto più profondo e sereno, che valga davvero la pena di essere vissuto.

Il cosiddetto “coming out” per me è stato estremamente difficile, ancora oggi, pur avendo scoperto di cosa mi sono sempre privato nascondendo a tutti la mia realtà interiore, conservo una reticenza ed una fondamentale diffidenza maturata in anni di consuetudine all’autodifesa che è davvero difficile da di smettere. Ringrazio le splendide persone che mi hanno piacevolmente stupito, dimostrando nei fatti quanto ancora ho da imparare in materia di fiducia in me stesso e nel prossimo."

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Angelo Decaduto
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MessaggioTitolo: Re: Gli altri e la transizione   Mer Set 15, 2010 7:58 pm

Dalla voce della mia ragazza


L’esperienza di chi più mi è stato vicino nel mio percorso di crescita. Ne parlo sempre come la “mia” transizione, mentre in realtà dovrei dire la “nostra” transizione. Dal suo racconto non emerge per modestia, ma io so che devo a Laura, alla sua dedizione ed alla sua caparbietà, una notevole percentuale di ciò che sono oggi e di ciò che sono riuscito a fare per me stesso. Non è stato affatto facile per lei abbattere le mie barriere, ma è la persona che tra tutte quelle incontrate nella mia vita ha avuto modo di insegnarmi più cose, paradossalmente quasi tutte circa me stesso.


Mi chiamo Laura e sono stata per quattro anni fidanzata ad un ragazzo ftm, Daniele naturalmente.
Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro , io avevo 26 anni, lui poco più di me. La mia prima impressione è stata di aver di fronte una persona molto riservata, forse timida, sicuramente sulla difensiva. Modi di fare un po' bruschi, da orso fuori, ma buono e molto fragile dentro. Un orso forse, ma completamente indifeso anche se forzosamente forte, come ha dimostrato nel tempo.
L'ambiente aziendale era un po' snob, tutte persone di una certa età curiose e pettegole. Io preferivo starmene chiusa nel
mio ufficio e quindi le occasioni di incontrarsi e conoscersi erano ben poche. Finchè un bel giorno il destino ci fa capitare nello stesso ufficio e fin da subito si è stabilita una sintonia soprendente, per il primo mese non abbiamo fatto che parlare, ci siamo raccontati anni di vita e ben presto fu come conoscersi da sempre.
Di quel periodo ricordo che ho riso tanto, come mai in tutta la mia vita. Era bello parlare con lui, i suoi racconti erano tanto divertenti e quel suo modo di fare buffissimo, maldestro, da elefante nel negozio di cristalli, dicevano tutto di lui.
Nessuno certo si aspettava un atteggiamento da signorina, impossibile, il suo sguardo e il linguaggio del corpo parlavano chiaro e non rispecchiavano sicuramente il suo nome femminile.
Però per quanto mi sforzassi proprio non riuscivo a capire cosa aveva di diverso, finchè mi son detta "è poi così importante capire? cercare di classificare sempre tutto razionalmente?" No! La cosa importante era che con lui (ai tempi per me era ancora lei) ci stavo bene come con nessun altro. Chi fosse o non fosse non era importante, era sicuramente una bella persona e mi faceva stare bene.
Ogni minuto speso con lui, anche se dapprima solo in ufficio, era fonte di benessere e divertimento.
A poco a poco una sensazione strana si è andata insinuando in me, ci ho messo un po' a capire perchè era una situazione inconsueta per me, ma era fin troppo chiaro: provavo attrazione fisica nei suoi confronti. Mi incantavo a guardare alcune parti del suo corpo e un giorno ho anche pensato "chissà come sarebbe bello essere baciata dalle sue labbra". Premetto, ancora non sapevo nulla di lui, di fatto avrebbe dovuto essere la mia collega, però io non l'ho mai percepito così. Ammetto che non sapevo dare una spiegazione a tutto questo, ma non ho mai sentito in dubbio la mia femminilità nè il mio orientamento sessuale. E perchè mai avrei dovuto, non mi stavo innamorando di una donna, bensì di una persona che ho sempre percepito come un uomo in tutto e per tutto, questo lo sentivo ben chiaro. L'unico tassello fuori posto era il nome femminile, ma un nome non significa nulla e di certo non fa la persona. No, niente dubbi su chi fosse, forse non so cos'è un uomo, ma di sicuro posso dire cos'è una donna: io lo sono, la mia "collega" assolutamente no!
Io sono una ragazza molto razionale ma anche istintiva, e la storia che stava nascendo, anche se al momento solo nei nostri cuori, non era in contrasto nè con la mia razionalità e tantomeno col mio istinto. Insomma, era tutto normale, una cotta paurosa tra una ragazza e un ragazzo speciale.
Una sera finalmente mi invitò ad uscire e tutti e due sapevamo che stava per succedere qualcosa: la tensione era percepibile, negli sguardi intensi e perfino nei silenzi. Ma chi avrebbe avuto il coraggio di fare il primo passo?! Io sicuramente no, anche per una questione di ruoli non sentivo di dichiararmi per prima....(stupidi luoghi comuni, lo so).
E infatti fu lui, mi abbracciò e poi il bacio...... i nostri sentimenti erano ormai chiari a entrambi, ma c'era sempre quel tassello fuori posto, il suo nome. Me lo leggeva negli occhi che mi stavo spremendo inutilmente le meningi per capire e che da sola probabilmente non ce l'avrei mai fatta. Quindi mi disse semplicemente: "Io sono un uomo" e d'improvviso mi sembrò tutto così chiaro, perfino scontato. Alla luce di questa affermazione percepii che l'unica cosa non coerente in tutto ciò che era, era proprio il suo nome. Semplicemente aveva il nome sbagliato, succede.....
Gradualmente ho poi realizzato che per tutto il tempo mi aveva risparmiato il lato più doloroso del suo essere. E io da brava superficiale non mi ero mai accorta di niente, ero anzi convinta che fosse un persona serena, così tanto che riusciva a trasmettere tranquillità e felicità anche agli altri. Che duro colpo scoprire cosa significa davvero essere un ftm. E non è una cosa che si capisce in un giorno, ma soltanto condividendo la vita quotidiana in tante diverse occasioni.
Mi sono spaventata nel vedere quante ingiustizie, cattiverie, soprusi doveva subire ogni giorno dal prossimo. Quante situazioni che volontariamente o involontariamente costituivano una fonte di dolore e, cosa più tremenda, talvolta lo ero io stessa.
Ho imparato a conoscere l'ignoranza, la cattiveria, l'insensibilità della gente, ma ancor di più il suo dolore, la sofferenza di tutte le piccolezze quotidiane. Fosse capitata a me una cosa simile non avrei resistito un solo minuto, lui era una vita che sopportava da solo tutto questo senza pesare mai su nessuno, nemmeno i suoi genitori, cercando anzi di proteggere le persone intorno a lui nascondendo loro gran parte della sua sofferenza.Tutto questo dolore soffocato negli anni è naturale che da qualche parte trovi sfogo, non c'è dubbio, prima o poi diventa parte di te, sviluppa in te una rabbia che ha radici profonde. Più mi rendevo conto di cosa significa essere transessuali più mi sentivo impotente di fronte a questa ingiustizia, colpa di nessuno. Non sapevo come aiutarlo, ma volevo con tutta me stessa che smettesse di soffrire. Realizzavo che gran parte della sua sofferenza dipendeva dall'incomprensione del prossimo, ma sulla gente non potevo contare. Il nostro bel mondo, fatto di persone egoiste, capaci solo di puntare il dito e far del male, o nella migliore delle ipotesi di dimostrare solo indifferenza. Ancora una volta allora doveva avere lui forza, di smettere di soffrire e di cercare la sua tranquillità dentro se stesso. Tanti anni trascorsi in questo modo, dietro alle apparenze lo avevano però reso una persona molto sensibile, vulnerabile, permalosa e molto diffidente.
Attaccare era l 'unico modo che conosceva per difendere se stesso e la sua dignità, ma si può lottare una vita contro tutti?
No. Volevo fargli capire che doveva avere totale fiducia in se stesso, nell'enorme valore della sua persona e delle sue capacità.
Doveva credere, credere e credere in se stesso anche quando gli altri si coalizzavano e con tutta la forza della maggioranza cercavano di sottrargli valore. Ho cercato di fargli capire che il suo era un problema solo a causa degli altri che ti fanno sentire inadeguato e diverso. E solo perchè non fai parte della maggioranza. Ma in realtà il vero problema lo abbiamo proprio noi, quelli cosiddetti "normali", che pur non avendo a che fare con una tale ingiustizia riusciamo ad essere così frustrati e insicuri da sentire il bisgono di rivalerci su chi ci appare più debole, quasi come se sminuendo gli altri in virtù delle loro caratteristiche poco comuni, possiamo acquisire noi valore, il valore della sicurezza di essere "come tutti gli altri". E' stato un percorso di crescita durato anni, tumultuoso e niente affatto facile per entrambi. I nostri linguaggi e meccanismi mentali erano totalmente diversi.
Io cercavo di trasmettere qualcosa che a parer mio non si poteva fraintendere, ma dovevo sempre constatare che a lui arrivavano messaggi terribili e di pericolo. Era peggio che parlare lingue diverse. Fidarsi di me per lui non è stato facile e sentirsi tenuta a distanza di sicurezza non lo è stato per me. Abbiamo dovuto affrontare delusioni, gelosie, invidie e rancori. Una lotta continua insieme contro gli altri, a volte tra di noi. Solo un Amore molto forte avrebbe potuto resistere a tutto questo e il nostro lo era. Nonostante le forti discussioni, abbiamo creduto nella nostra storia e i momenti belli sono stati tanti e di profonda intensità. Qualcosa che la gente comune forse non potrà provare mai.
Alla fine Daniele c'è l'ha fatta, questo è il mio parere. Oggi ha imparato a ridere delle piccolezze del prossimo, e finalmente vive la sua Vita. Ha trovato il suo equilibrio e questo gli ha consentito di scegliere con maggiore serenità il percorso che gli permetterà di essere se stesso, come del resto ha sempre fatto, ma questa volta senza dover per questo pagare in sofferenze e pesi deleteri. Daniele ha deciso di transizionare dopo lunghe e profonde riflessioni e valutando tutte le conseguenze con grande senso di responsabilità, anche nei confronti di chi gli sta vicino. Prendere questa decisione non è stato di certo un processo facile. Aver cercato altri ftm ed essersi confrontato a lungo con chi condivide il suo stesso mondo è stato fondamentale. Si è reso conto dei traguardi già raggiunti e di quanto era ancora possibile fare per arrivare a vivere al 100% la sua vita. Ha letto libri, ha navigato in internet, ha incontrato persone, partecipato a convegni, raccogliendo tutte le informazioni possibili. Non era una decisione da prendere alla leggera. Significava anche trasformare radicalmente il proprio corpo, niente di più auspicabile certo, ma non a scapito della sua salute o addirittura della vita. Ai tempi ricordo di aver avuto molta paura. Credo molto nella natura e molto poco nelle opere degli uomini. Pensavo: se la natura ha voluto questo forse non è giusto andarle contro. Ma credo anche di non aver mai visto niente di più doloroso in natura , e ciò che sarebbe innaturale è sprecare a vita le proprie risorse gestendo incoerenze e dolore. La strada non sarà breve e neanche indolore, ma è l'unica che lo porterà alla libertà e al pieno possesso della sua vita. Sono contenta della decisione che ha preso, sono sicura è quella giusta.
Il passo più grosso è stato decidere di iniziare la terapia ormonale, che subito ha dato i primi risultati: l'avventura quotidiana dei cambiamenti del corpo l'abbiamo vissuta con l'entusiasmo e l'aspettativa di una promessa mantenuta. Ogni pelo in più su braccia e gambe è stato una festa, perchè è anche giusto godere con intatta felicità delle proprie piccole conquiste. Ma cosa più importante è che la serenità e la stima in se stesso cresce di giorno in giorno, confermando che questa è la sua soluzione.
Ci sarebbe molto da dire ancora, ma dubito perfino che qualcuno sia arrivato fino qui. Per i sopravvissuti una conclusione che è un mio messaggio agli ftm: non abbiate paura del vostro modo di essere e non fatevene mai una colpa. E' normale come nascere biondi o mori. Abbiate la forza di vivere ciò che siete, con dignità e senza isolarsi. Non perdete tempo a combattere il prossimo o a piangervi addosso. Aiutate gli ignoranti a capire e non permettete mai a nessuno, neanche ai genitori, di uccidere il vostro diritto di vivere al meglio, le vostre speranze ed i vostri sogni. Molti potranno non capire mai, qualcuno vi abbandonerà forse, ma continuate a credere in voi stessi e nel vostro grande valore. Le persone che meritano vi staranno vicine.
Nascere uomini è facile, essere uomini no. Dal mio modestissimo parere di donna credo che un ftm abbia le potenzialità per essere un uomo migliore rispetto a tanti uomini biologici, per i quali tante cose sono scontate e per averle non hanno mai dovuto lottare nè soffrire. Lottando per qualcosa si acquisisce il senso del suo vero valore. Qualsiasi sia però la vostra strada, non dimenticate mai che la vita è un dovere.
Per aiutarvi nel vostro percorso, qualunque esso sia, ci sono tante persone che hanno il coraggio di guardare indietro, raccontare la loro storia e confrontarsi. Non siete soli, molti vi tendono una mano, a voi il coraggio di afferrarla.
Con tutto il mio cuore vi auguro tanta FELICITA'!

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Angelo Decaduto
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MessaggioTitolo: Re: Gli altri e la transizione   Mer Set 15, 2010 8:00 pm

Mail alle mie compagne di scuola

Loro sono il nocciolo duro della mia ex classe delle superiori. Nei dieci anni trascorsi dalla maturità non abbiamo mai smesso di incontrarci a cadenza variabile, dai 2 ai 6 mesi. Le vicissitudini della vita, matrimoni, nascite, successi e insuccessi, sono entrate a far parte del nostro rapporto da adulti con estrema naturalezza, tutte tranne una, la mia naturalmente. Non ne abbiamo mai parlato sebbene fosse chiaro a tutti che io fossi differente. In tutti questi anni l’argomento non è stato affrontato per una sorta di tacita intesa: non era mio volere parlarne apertamente. Ecco come invece ho infine deciso di farlo: ero in terapia ormonale da 9 mesi e ci saremmo incontrati di li a poco.
LA MIA MAIL DELL'11 NOVEMBRE 2003
Allora, da che parte iniziare...iniziamo dicendo che ci conosciamo da tantissimo tempo, ma forse Elena non aveva poi così torto dicendo che non sappiamo molto l'uno dell'altro. Per quanto mi riguarda è sicuramente vero, perchè in tutto questo tempo non avete mai conosciuto una parte fondamentale di me. Forse qualcuna ha avuto qualche dubbio/intuizione, forse non ve lo siete mai nemmeno domandato, non lo so. Dal canto mio non ve ne ho mai parlato, come del resto ho fatto con la maggior parte delle persone che conosco, perchè non è affatto facile spiegare, tanto che anche adesso non so bene come sia meglio affrontare la questione. Per tutta una vita ho sempre preferito che ciascuno mi percepisse per quello che da solo sentiva piuttosto che "spiegare" me. Come se, a prescindere dalla mia particolarità, qualcuno vi chiedesse di spiegare chi/cosa è Paola, Laura, Flavia...una parola! ci sono cose che non si spiegano, semplicemente sono. Perdipiù per parlare davvero di me necessariamente occorre trattare temi ignoti ai più ed intorno ai quali molto si ricama, molto si inventa e tutto si fraintende.
In realtà è tutto di una banalità sorprendente: non sono e non sono mai stato altro che un maschio con caratteristiche anatomiche femminili. Non molto femminili per fortuna. Forse difficile da concepire per chi ha sempre fatto della corrispondenza tra genere sessuale e sesso anatomico un fatto scontato. Beh...così non è, o perlomeno non sempre. Riducendo tutto ai minimi termini, non è vero che il sesso dalla vita in giù è lo stesso del cervello, anche se è vero che il più delle volte fortunatamente è così. Il "sesso del cervello" (si chiama identità di genere sessuale) e il sesso fisico sono caratteristiche che si sviluppano nel feto in due momenti distinti, e capita talvolta che non siano coerenti tra loro. Tecnicamente questa "anomalia" si chiama DIG, disagio dell'identità di genere, o, con un termine molto abusato al di fuori degli ambienti medici, sindrome transessuale. Più precisamente io sono un transessuale ginoandroide, o female-to-male, da femmina a maschio, il genere meno noto: pensa che culo, un caso su 2 milioni di nascite.
Le spiegazioni per questa anomalia sono diverse, ma nessuna certa: vanno dal bilanciamento ormonale in fase fetale, al dimorfismo sessuale di un'area del cervello, ad una semplice combinazione genetica (che va tanto di moda). In realtà nessuno lo sa ancora di preciso, e comunque poco cambierebbe sapendo perchè. Io me lo sono chiesto per tutta la vita, arrivando alla semplice conclusione: perchè è così punto.
Messa così pare molto semplice, ma dietro a questa constatazione c'è un bambino, un adolescente ed un giovane cresciuto con la stessa domanda: la prima volta che l'ho formulata vagamente a un me stesso molto confuso credo di aver avuto circa 4 anni.
Non si nasce con la consapevolezza di essere transessuali (io avevo la convinzione di essere un bambino come tutti gli altri, pensa te) e anzi, per la verità la lotta più dura la affronti con te stesso, che non appena intuisci ti rifiuti di credere, che cerchi di essere buono e uniformarti, che sei spaventato e deluso da te stesso molto più di quanto lo siano gli altri. Però quando hai fatto davvero di tutto, e l'unica parte di te che è rimasta integra e saldamente al suo posto è la consapevolezza di essere di genere maschile, forse devi cambiare il tiro. Così basta perchè, basta vergogna, basta recriminazioni. Tiri su le maniche e cerchi di conviverci (accettarlo è un parolone, non credo di esserci ancora riuscito del tutto) scoprendo che la vita, già non facile di suo, è piuttosto complessa per un ragazzo anatomicamente femmina. Dopo gli scontati litigi con un corpo che si è sviluppato per i fatti propri in una direzione tutt'altro che ben accolta, ho raggiunto a fatica un equilibrio accettabile, anche se molto costoso in termini emotivi, tra ciò che sono io, ciò che è il mio corpo, e ciò che gli altri credono io sia (a seconda dell'intelligenza, della sensibilità e dell'interesse, un uomo, una donna, una lesbica, un coso strano) e proprio per questo mi sono chiesto a lungo se tanto mi basta. Si, potrebbe, in fondo ho un discreto successo lavorativo, molti amici, qualcuno anche di quelli buoni, i miei familiari sanno esattamente chi sono, le donne non sono mai state un gran problema...quindi? Quindi però sono stanco di utilizzare l'80% delle mie potenzialità gestendo incoerenze, preoccupandomi di non sbalordire nessuno, trattenendomi in troppe
cose, riuscendo ad essere davvero me solo di rado. E' una vita intera, il discorso si fa lungo, dovrei spiegare tutta una serie di atteggiamenti, di preoccupazioni, di compromessi. Dovrei raccontarvi quella parte di vita che avete vissuto con me, vista dalla mia prospettiva interiore. Dovrei anche raccontarvi di quanto a volte mi sentivo fuori luogo tra di voi, una specie di infiltrato bugiardo, e l'empasse di fronte ai discorsi tipici da "pollaio femminile" che si son sempre fatti, ai quali davvero non potevo aggiungere nulla se non un gran senso di scorrettezza. Così ho maturato una decisione sofferta a lungo, più di una decina di anni direi. E' stato un lungo processo di introspezione, di presa di coscienza e crescita personale. Da settembre 2002 ho dato inizio a quella che in gergo si chiama "transizione", tecnicamente e legalmente riattribuzione sessuale.
In sostanza si tratta di un iter piuttosto lungo che conduce, fisicamente e legalmente, dal sesso di origine a quello più consono alla propria identità, per mezzo di una terapia ormonale, adeguamenti chirurgici e cambiamento legale di anagrafica. In questo iter concorrono uno psicologo, un endocrinologo, uno o più chirurghi, un avvocato ed il giudice del tribunale di Milano.
Da circa 9 mesi, per l'esattezza dal 1 marzo 2003, ho iniziato la terapia ormonale, che è ciò che determina i maggiori cambiamenti fisici. Questo è anche il motivo per cui ve lo sto dicendo proprio adesso. Potreste trovarmi un po' diverso da come mi ricordate, nulla di esagerato, l'intero processo è piuttosto lento, almeno 2 anni per essere completato. Ho un po' di peli in più di quanto potreste ricordare, una voce più profonda ed una fisionomia un po' più maschile. Diciamo che sto vivendo gli stessi mutamenti di un adolescente. Ah...ho anche un po' di brufoli in più e una stempiatura un po' più decisa. Insomma, niente di epocale per il momento, non vi fate idee esagerate. Per vostra informazione vi allego due documenti che parlano
meglio di quanto sappia fare io di cosa è la sindrome transessuale e di quali sono gli effetti della terapia ormonale.
Psicologicamente sto ok, sono molto più sereno di quanto mi sia mai capitato di essere nella mia vita, malgrado stia affrontando un periodo burrascoso di cambiamenti fisici, del loro impatto sociale e di tutte le spiegazioni che in passato mi sono risparmiato, ma che ora devo. Non è facile, ma mi si perdonerà se sono piuttosto determinato a pensare a me stesso dopo una vita spesa a preoccuparmi del parere altrui. L'argomento è vastissimo, ho cercato di parlare in modo chiaro delle cose
più importanti, ma i risvolti sono innumerevoli. Senz'altro molte cose non saranno chiare, altre le ho omesse, altre ancora dal mio punto di vista sono scontate, molto meno dal vostro magari. Se vi interessa domandate sfacciatamente, senza alcun problema, non mi va che la questione venga trattata come un tabù.
Spero che la cosa non vi crei imbarazzo e nessun problema, ma se così fosse non esitate a farmelo presente. Ciascuno ha diritto alle proprie scelte, sempre che di scelte si possa parlare, ma non ha alcun diritto di imporle agli altri. Perdipiù ho imparato che nella vita non c'è tempo anche per le ipocrisie, sicchè vi assicuro che preferirei un non capisco-non condivido-non me ne fotte, piuttosto che una superficiale tolleranza della quale, garantito, non saprei proprio che uso fare.
Per il resto cambia tutto ma in realtà non cambia proprio nulla, sono sempre la stessa persona che avete conosciuto, anzi, molto più me di quanto non abbia mai potuto essere in precedenza. Questa nuova conoscenza che avete di me in realtà non può, se presa nel modo giusto, che essere un arricchimento dei nostri rapporti perchè da sola spiega tante cose mai dette, tante cose di me più o meno incomprensibili: un esempio per tutti, ora capite per quale motivo non sarebbero bastate un milione di note della professoressa di educazione fisica per farmi ballare quella merda di flamenco:-)
Ah...dal momento che immagino che venga fuori presto o tardi, il mio nome sarà Daniele (perchè?perchè mi piaceva e perchè significa "Dio è il mio giudice", che mi pare calzante) ma non vi preoccupate nè di questo nè dei pronomi lui/lei andato/a...è perfettamente comprensibile che sia un casino, lo è anche per me abituarmici. Lui/lei o/a non sono mai stati un problema, se da tutto questo non avessi almeno imparato che non è nè un nome nè una "a" o una "o" finale a fare un uomo, di sicuro non
sarei arrivato a 30 anni relativamente sano di mente:-) Perciò non fatevi alcun problema e siate serene, io lo sono.
Abbracci
Daniele

RISPOSTA 1: Flavia

Eccomi...
finalmente forse riesco a mettere insieme qualche riga per risponderti. Ieri mattina sono arrivata al lavoro e aprendo la posta ho visto la tua mail e ancora prima di aprirla mi sono chiesta se veramente volevo leggerla e "sapere", avrà anche vinto la curiosità ma sono contenta di averlo fatto. Sarà difficile riuscire a scrivere questa mail senza continuare a cancellare quello appena scritto, ma ce la sto mettendo tutta. Ora appena riuscirò a smettere di girarci in giro forse...
Ho letto la tua mail e sono passata dai mezzi sorrisi per il tuo solito humor a momenti di magone al solo pensiero di quello che hai dovuto passare e stai passando. Ho metabolizzato ,credo,quello che ho letto e tutte le volte che ci ripenso mi prende una stretta al cuore. Di cose per la mente me ne sono passate diverse, probabilmente,anzi sicuramente sapevo che non eri come noi anche se ,senza sminuire nessuno, pensavo "semplicemente" che fossi lesbica e invece mi ritrovo con qualcosa che non avevo immaginato. Sono contenta che tu sia rimasto sano di mente, cosa che non mi sentirei di garantire se fosse toccato a me- Smile Ho ripensato in queste ore passate tra la lettura e la scrittura al tempo che abbiamo passato insieme senza le altre compagne e mi sono ritrovata a pensare sempre la stessa cosa "SEI UN GRANDE".
Ieri andando a casa in metropolitana mi sono ritrovata a scriverti su un pezzetto di carta ma ora non mi sembra il caso di stare a copiare ciò che c'è scritto quindi se ti interesserà quando ci vediamo mercoledì te lo lascio.Così avrò la possibilità di aggiungere altri vaneggiamenti oltre a questi.
Mi riprometto di leggere gli allegati ,che ancora non ho letto, ma una domanda mi ronza in testa...ti sta facendo male fisicamente la somministrazione di ormoni?
Che altro...
Benvenuto Daniele,
con affetto
Flavia

P.S.
Mi è venuto in mente un incontro, io con mia sorella e tu con un'amica. C'è ancora? La prima cosa che ho pensato alzandomi da quel tavolo è stato " Se stanno insieme sono contenta, buon gusto e veramente una ragazza dolce”.

RISPOSTA 2: Laura

Caro Daniele,
non ti nego un certo effetto a chiamarti così. Sappi che in cuor mio l'ho sempre dubitato e ne ho avuto la certezza durante il nostro ultimo incontro al Planet Sport. Ciò che però non sappiamo noi così detti "normali" è la sofferenza che c'e'dietro. E' facile liquidare l'argomento dicendo è gay, ma ora mi rendo conto chedietro a questa semplificazione ci sono tante problematiche che neanche lontanamente avrei potuto immaginare. La tua lettera mi ha veramente sconvolta, non per la notizia, per il contenuto e per il percorso psicologico/fisico che hai dovuto affrontare e stai affrontando...non ti nego qualche lacrimuccia finale!
Apprezzo molto il fatto che alla fine tu abbia voluto parlarne a noi, avresti potuto evitare l'incontro e rimandare a chissà quando e non vederci più!! In fondo ci vediamo così di rado ora... ma in nome di quello che c'è stato, hai fatto in modo che quella "parte" di vita vissuta insieme non sia stata una menzogna. Non sei mai stato un infiltrato bugiardo, sono io che sono stata molto codarda e ipocrita a non chiederti prima chiarimenti. Sei una persona molto intelligente, l'ho sempre pensato!! Da quando eravamo compagne di banco e tu prendevi “2” ed io "i" di impreparata:-) Alla faccia del "2"! La lettera di oggi mi sembra un romanzo, è bellissima.
Non ti preoccupare, o forse è meglio che dica a me di "non preoccuparmi". Forse l'impatto fisico sarà un po' uno shock anche se si tratta di piccoli cambiamenti. Non so come reagirò, ma tu hai una grande caratteristica che è l'ironia, e spero che sarai in grado di sdrammatizzare come cercherò di fare io. Lo so che può sembrarti retorica, ma per me non cambia niente; sei sempre TU.
Baci
Laura

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MessaggioTitolo: Re: Gli altri e la transizione   Mer Set 15, 2010 8:01 pm

I miei amici bikers

Prima della mia transizione raramente mi era successo di sentirmi così a posto in un gruppo, e pure numeroso, come mi è accaduto fin dagli esordi con gli amici del Motorifugio, con i quali ho condiviso per 3 anni la mia grande passione: la moto, i viaggi, le scorribande e le mangiate. Da loro ho imparato molto, motociclisticamente ed umanamente, un raro condensato di qualità umane difficili da mettere insieme. Eppure proprio con loro ho faticato a condividere la parte di vita relativa alla mia transizione, per via del numero, della distanza geografica e del fatto che con loro non è mai stato necessario dire nulla, mi sono sempre sentito apprezzato per ciò che ero come essere umano, il mio nick era Wind e dentro c’ero io, solo questo importava. Iniziata la transizione mi sono allontanato dal gruppo a malincuore, sebbene sapessi che non si trattava di un addio. Troppo codardo rinunciare a priori a ciò che per me ha significato tanto. Tutto a tempo debito, e l’occasione è capitata praticamente da se: il mio compleanno, gli auguri che arrivano ad una casella mail in disuso, un risponditore automatico a firma Daniele…ed ecco confezionata l’occasione, sebbene dopo 2 anni di stand by.




LA MIA MAIL DEL 20 OTTOBRE 2005

Ciao ragazzi/e,
Wind che parla. Spero di trovarvi tutti bene e che le vostre vite siano procedute serenamente in questi anni.
In tutto questo tempo non ho convissuto in pace con il modo in cui, contrariamente al mio sentire, ho abbandonato il campo senza alcun motivo apparente, lasciando quindi intendere per esclusione che l'unico fosse l'indifferenza che non ho mai provato nei vostri confronti. Beh non mi sembra giusto, sento di dovere a me e a voi per quello che il nostro rapporto ha significato per me, un finale differente.
Pertanto questa mail è inviata alle persone del Motorifugio cui più ho tenuto, non un proclama, semplicemente un modo, l'unico che ho trovato in tutto questo tempo, per raccontarvi con la lealtà che ho sempre provato nei vostri confronti, il motivo del mio repentino distacco.
Credo che, almeno per come la penso io, una difficile verità sia sempre preferibile ad una facile bugia.
Non ho convissuto benissimo con il ricordo di ciascuno di voi, proprio perchè, pur portandovi sempre nel cuore e ricordando con affetto i molti momenti passati insieme, non ho trovato il modo di rendervi partecipi di una parte importante di me e della mia vita. Ma se ogni cosa ha il suo tempo, forse per questa i tempi non erano ancora maturi per me prima d'ora.
Iniziamo col dire con un eufemismo che le cose per me negli ultimi due anni e mezzo sono cambiate parecchio. Silvia, se mai c'è stata, non c'è più. O meglio, non per come l'avete conosciuta voi. Al suo posto c'è la sua versione più simile alla sua vera natura, a quello che da sempre Wind è stato, seppure in una veste camuffata dalla biologia e dalla convenzioni quanto dal suo nome anagrafico. Ora quel nome anagrafico è un ricordo, e con esso parte delle sofferenze e delle bugie che da sempre lo hanno accompagnato: ora per tutti, tra pochi mesi anche per l'anagrafe, sono Daniele.
Eh lo so...un po' brutale, ma oggi, dopo tutti gli anni con i quali ho convissuto con una identità non mia e le relative difficoltà, oggi che il mio percorso di riconquista di me stesso è arrivato quasi al termine, faccio fatica a trovare un altro modo per raccontare in quattro parole il significato della mia vita. Dovrei fare un lungo, complicato e chissà, anche tedioso racconto di risvolti esistenziali, compromessi e difficoltà che hanno caratterizzato la mia vita. Non basta una mail per raccontare cosa questa esperienza ha significato nella mia esistenza, il disagio, spesso la sofferenza, le omissioni obbligatorie, perfino con amici come voi, con i quali mi sono sempre sentito a mio agio più che altrove nonostante questa beffa di un nome ed un ruolo non mio. Dovrei recuperare il vuoto di questi due anni e mezzo raccontandovi quanto ho affrontato in senso emotivo ed esteriore, ma troppe cose e troppo profonde sono cambiate perchè si possano riassumere facilmente.
Credete solo che se non ho affrontato prima la questione con voi non è stato di certo per sfiducia o disinteresse nè per tentare di tagliare i ponti con un passato nel quale in sincerità non trovo proprio nulla da rinnegare. Io sono sempre io, e il mio passato è parte integrante di me. Il senso è soltanto un'estrema difficoltà a parlarne con chiunque, soprattutto dovendo trovare il modo di gestire la questione con tante persone vicine affettivamente ma geograficamente distanti. E un po' di sano egoismo, di cui ho avuto bisogno come il pane per gestire le energie necessarie in ogni ambito della mia transizione: energie per me, per i miei familiari, per il mio lavoro, per parenti ed affini, perfino per i vicini di casa...avete mai provato a dover dare spiegazioni circa una questione così intima a centinaia di persone in poco tempo?a tratti estenuante, soprattutto perchè non puoi prenderti pause, le modifiche somatiche si fanno sempre più evidenti e sono quelle che dettano i ritmi, le persone che ti stanno intorno non sono cieche.
Sebbene a distanza di questo tempo fatico a sintetizzare in favore di chi di punto in bianco accoglie una nuova del genere, capisco che l'argomento è complesso e trattarlo in quattro parole e per e mail non lascia spazio a molte questioni. Per chi ha interesse a saperne di più sul sito http://www.transizioneftm.it/ ho documentato la mia storia e la mia "transizione" in senso fisico iniziata circa 2 anni e mezzo fa, pressochè nel momento in cui sono sparito. Il sito è stato creato per tutte le persone che come me affrontano una problematica perlopiù sconosciuta al di fuori dell'ambiente scientifico.
Così questo è. Mi sentivo in dovere di farlo, mi spiace solo dover per coerenza irrompere in questo modo nelle vostre vite e convinzioni. Non so, ciascun per se deciderà se ne vale la pena. Il mio affetto per voi ed il ricordo che conservo resterà a prescindere.
Un abbraccio a tutti
Daniele

P.S. Ah...in tutto questo ho pure cambiato moto: posseggo ora un fiammante cbr600f, ma rimpiango la mia Fazer che tanta strada e tanta esperienza mi ha fatto fare, buona parte in ottima compagnia



1 – Jigoro (Claudio)

che dire....sono senza parole. Piacevolmente senza parole. Sapevo che eri persona con sacro fuoco dentro. Me lo sentivo. Ora me ne hai dato conferma. Ti aspetto da me per fare quattro chiacchiere, ma senza la necessità di ricercare introspezioni o minchiate del genere. Magari davanti un ottimo bicchiere di wiskey o un buon tè/caffe. Così potrai rivedere anche pietro (piano-b) che sta diventando grande. Domenica scorsa ha compiuto 4 anni. e poi piano-c è in arrivo.
ti abbraccio forte.

claudio alias jigoro


2 – Il mitico Vara

Ciao Daniele, a me che tu eri Silvia Wind o quello che è, non me n'è mai
fregato un bel niente, ti ho sempre stimato x quello che eri anzi per quello
che sei. Per me sei una splendida persona, e mi sento onorato di averti conosciuto
anzi di rivederti ancora con immenso piacere, così potrai vedere Filippo,
si sono diventato nonno. Tvb spero di vederti presto. Ciaooooo


3 - Mew (Sara)

Ciao Wind!!
sono così felice di risentirti Very Happy
Di risentire quella persona speciale che avevamo paura di aver perso…Ci sei mancato. Non posso capire ma solo provare ad immaginare, leggendo il tuo sito, quello che questi anni possono aver significato per te e per questo la stima che già provavo nei tuoi confronti non può far altro che crescere! Ti ringrazio per avermi voluto far partecipe in questo modo della tua vita. Davvero, mi sento onorata, per essere in quell’elenco di nomi. Sperando di poterlo presto fare dal vivo, ti mando un abbraccio forte.
BENTORNATO!!

Sara-Mew


4 - Irland (Fulvio)

[…] sono contento che tu abbia raggiunto il tuo obiettivo.......invidiabile la forza con cui hai affrontato la cosa ...hai tutta la mia ammirazione per questo. […]
Ultima cosa............per favore....per cortesia....tagliati quelle basette da tamarroooooo Smile)))

Irlo


5 – Gaba (Gabriella)

NE VALE LA PENA.
Per me Wind eri e Wind rimani. Tutto il resto è fumo, non mi importa. Sono contenta che tu abbia realizzato il tuo sogno, il tuo legittimo sogno.Hai avuto coraggio, hai avuto "dupallecosì!" e alla fine (si vede anche dalle foto!) sei tornato a sorridere!!
e... sei anche un bel pezzo di gnocco eheheheh :-P
Hai tutta la mia stima! E la mia amicizia, che mi fa dire a gran voce: ci mancavi... BENTORNATO!!!
;-)

gabry

ps- ho letto il sito... gran bel lavoro, un sacco di informazioni, di sicuro sarà d'aiuto a molta altra gente!
ps del ps- hai un'altra moto plasticona....... windeeeeeeeeeee e comprati una guzzi!!!!!!!!!!!


6 – Gaba ci ripensa

Rieccomi.
Perchè come sai, se ti ricordi come sono, corro come un treno e rispondo di getto perchè sono irruente e anche un pò testa di quiz. Poi mi fermo, ci penso, rileggo...
Sono tornata anche oggi sul tuo sito, e ci tornerò anche domani, e dopodomani... le informazioni contenute sono davvero tantissime e mi sono sentita di un'ignoranza talmente grande che non ne posso fare a meno. Ignoranza, luoghi comuni, ipocrisia, fettedisalamesugliocchi, anzi che dico salame, c'avevo un maiale intero!!! tutto ti balza all'occhio così di getto che ti senti tanto stupida quanto piccola piccola di fronte alle proprie piccolezze e sì, me ne vergogno. Comincio con un GRAZIE. Grazie perchè hai voluto condividere anche con me questa tua gioia. Ma quello che c'è stato prima, il tuo tormento, proprio non me lo immaginavo.
[…] ma con quale coraggio hai fatto tutto questo?? con quale forza hai combatutto? io lo sai, non sono un pappafico, ma di certo non sarei mai riuscita ad arrivare dove sei tu, non sarei mai riuscita a convivere con un corpo e un'identità non mia
[…] diamine, tutto ciò fa paura, fa paura pensare cosa hai passato, fa paura il solo immaginarlo.... Fa paura sapere che oltre a te altra gente sta passando la stessa cosa e ci passa di fianco magari senza che noi ci accorgiamo dell'enorme spaccatura che porta dentro, che lacera e violenta il proprio essere. […]
Complimenti, hai tutta la mia stima e il mio rispetto, mi hai stupito per la tua immensa tenacia, tu che hai dimostrato di essere una persona + forte di quello che pensavo già. Niente di più da dire, sei un GRANDE!
E con te tutti quelli che ti sono stati vicini... I tuoi familiari, Laura, i tuoi affetti...
A me Wind piaceva e continuerà a piacermi, con la tua ironia, i tuoi modi, con il tuo modo di essere. Anzi, adesso potremo leggere la gioia nei tuoi occhi, quella completa di chi è realizzato e in pace con sè stesso.
[…] e allora cosa aspetti a tornare con noi a fare un pò di casino??? :-) il pranzo di natale tra poco ci riunirà come di consueto, e io mi auguro di poterti abbracciare augurandoti tutta la felicità che meriti.
mitico wind. grazie, grazie davvero.

gabriella


7 - Rudol (Renato)

ciao Wind/Daniele,
che dire, sono sconvolto. Sapevo che stavi per cambiare la tua esistenza, ma questa è una cosa "Incredibile", sei una persona completamente diversa, almeno esteriormente. Quando ti incontreremo sarà difficile per noi riconoscerti, ma spero che ciò accada prima possibile. Forse non ci crederai, ma ogni tanto ci vieni in mente, e ti ricordiamo con enorme piacere, che dire altro,.sei stato un "Grande", c'ha ragione la Gaba, c'hai due palle così!!!!!!!!! Quando te la sentirai,organizza un raduno che
vogliamo venire tutti a trovarti.

Ciao Daniele


8 - Rapax (Carlo)

e qualsiasi cosa possa o voglia dire in merito alla tua scelta sarebbe inopportuno e comunque di circostanza.
detto questo................................................................quando ci vediamo?????
credo di interpretare tutti(ma parlo per me) dicendo che ci sei mancato e che mi piacerebbe al più presto poter fare un giro insieme,poter passare ancore dei momenti simpatici e di ottima compagnia.
Chiunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia ....non me ne importa niente!!
Si può cambiare fuori ma se dentro sei rimasto quello che eri..............ci si deve rivedere questo conta ,il resto sono seghe mentali QUINDI Per cortesia fatti vivo !!!!
ciao Daniele

P.S. anche io ho cambiato moto,sono passato ad una CBR 1100 XX rossa
bordeauXX

VvVv rapax


9 - Truk (Stefano)

Ciao Wind,
che dire, a parte il profondo piacere nel risentirti, nel sapere di essere una di quelle persone a cui più hai tenuto e e che hai trovato nel tuo sacrosanto diritto una condizione di equilibrio e benessere. Personalmente mi sono chiesto più volte devo dire che fine avessi fatto....ti ho anche scritto un paio di volte....e mi fa davvero piacere sapere che, senza necessità di alcuna giustificazione, la tua pausa sia stata per te motivo di così importanti cambiamenti. Complimenti per il sito, che sa essere uno strumento di informazione anche per tutte le persone che non hanno mai dovuto confrontarsi di persona con queste tematiche.
Che altro dire, BENTORNATO!!!!! e ci vediamo al prossimo raduno??? Sto CBR dovrei pure farcelo vedere e provare no????
VV e a presto.
Truk



10 - Napo (Luca)

Ciao Daniele, sono Luca tu mi hai conosciuto come Napo e ci siamo conosciuti durante una gita in val di fassa, sul Ciampac
(Trentino). Ho letto la tua mail e sono andato a leggere la tua storia sul tuo sito. Devo dire che mi ha impressionato perchè, come tanti, non immaginavo potesse esserci tanta sofferenza e disagio dietro ad un problema come il tuo.
Sono veramente felice che tu sia riuscito ad affrontarlo e, mi sembra, superarlo (problemi legali a parte ovviamente, visto che siamo in Italia, giusto?).Noi ci siamo conosciuti per via della moto, una passione che hai tuttora ho visto, per cui il mio augurio è che si possa presto ritrovarsi a girare, in sella ad una moto!
Benvenuto a te Daniele, con la speranza di ritrovarti anche all'interno di quel gruppo/forum che ci ha fatto conoscere ed incontrare. Buona fortuna!

Luca / Napo

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"E iniziò a divenire insostenibile la sensazione di essere murati vivi in un corpo assolutamente improprio"
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