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 Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico

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Angelo Decaduto
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MessaggioTitolo: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Gio Set 02, 2010 1:18 pm

Riposto la storia anche nelle sezioni pubbliche.


Nasco a Viareggio 16(quasi 17) anni fa, ho una sorella, un padre, una madre e un cane.
Non mi pongo molti problemi da piccino, anche se, quando mia sorella mi dice di dover parlare al femminile, io passo intere giornate a rimuginare sul perché di questa cosa; il mio primo ricordo risale a circa 3/4 anni, ero nel vialetto di casa e mi chiedevo "Perché gli altri bimbi possono e io no? Perché loro si mettono i pantaloni e mia sorella mi vuol mettere le gonne?".
Ho parlato spesso di mia sorella, perché lei è stata il punto di riferimento della mia infanzia, dato che mia madre era perennemente al lavoro e mio padre era una specie di fantasma (non ho molti ricordi dei giorni trascorsi con lui); no, i miei non sono separati, semplicemente non sono sposati, ma vivono insieme.

Tornando al discorso di mia sorella, è stata la mia prima cotta, scrivevo ovunque "D. sei bellissima" e mi firmavo col mio nome di battesimo.
Quando poi andavo a giocare con gli altri bambini mi facevo spesso chiamare Marco, e dicevo "però non urlatelo, perché c'è la mamma/sorella vicina." sapevo che se mia madre o mia sorella li avessero sentiti chiamarmi Marco avrebbero avuto qualche dubbio e si sarebbero arrabbiati con me.

All'asilo ho subito il primo atto di bullismo, c'era un ragazzino che si divertiva a farmi del male e mi diceva cose tipo "se lo dici alla maestra ti picchio di nuovo." legavo solo con lui, non ero molto estroverso all'asilo.
Fatto sta che lui, anche se mi chiamava al femminile, pensava che fossi un ragazzo, e una volta mi ricordo (ricordo che mi è venuto ora ora) mi ha fatto vedere il pisello e mi ha detto "ma ce lo hai pure tu?" e io realista come pochi bimbetti dissi "no, purtroppo" ma dentro di me ho sempre sperato che crescesse.
Avevo addirittura contrasti interni con mia madre (nella mia mente), perché vedendo i film alla tv in cui le persone facevano l'amore mi chiedevo "ma come pretende mia madre di farmi stare con un uomo -visto che ho un nome da femmina- se ho il pisello?"

Argomento giocattoli. In prima elementare, per il mio compleanno, mi ricordo che ricevetti molte bambole, e mia madre le prendeva con un sorriso sarcastico e le metteva in macchina, lei sapeva i miei gusti, ha provato a farmi indossare abiti femminili, ma quando ha visto che mi ci trovavo male e tutte le volte ci piangevo (mi sentivo dannatamente in imbarazzo) ha assecondato i miei gusti.
Ai supermercati, quando facevano qualche gioco a premi, io andavo sempre nella fila dei maschietti, semplicemente perché lì c'erano i giochi che piacevano a me "che non erano da femmine" come solevo dire.

Sono sempre passato per un ragazzo, infatti in prima elementare e in prima media, durante il primo appello dell'anno, tutti si sono girati a bocca aperta verso di me, chiedendosi "come mai quel ragazzo ha un nome da femmina?" oppure, quelli più grandicelli delle medie "ma allora è lesbica? Oddio!"
Io rimanevo chiuso nella mia introversione intima, anche se poi ero tra i più estroversi e casinisti della classe, volevo farmi vedere come forte, e allora non soffrivo ancora per ciò che sentivo di essere, me stesso stava crescendo dentro di me, tra forti sbarre. Non soffrivo, no, ma ero solo dannatamente imbarazzato.
Mi ricordo che quando dissero per la prima volta che saremmo andati in piscina (in seconda media), sbiancai.
L'estate prima avevo dovuto fare i conti col seno che cresceva, anche se io dicevo "Non è possibile, no" e dicevo a mia madre di non voler il pezzo di sopra del costume, nonostante il seno fosse abbastanza evidente.

L'estate della seconda media è un punto di svolta, avevo iniziato durante la fine dell'anno a legare con una ragazza, mia compagna di classe, presa di mira da tutti perché secchiona, è scattato il mio istinto protettivo e altruista e ho provato a far amicizia con lei, si è rivelata molto timida e a mio parere simpatica, con molto senso dello humor e battute taglienti. Sento che mi sento attratto da lei, ma non capisco ancora né perché né che cosa sia. Quindi lascio perdere.
Tornando all'estate... Sono andato in vacanza in Inghilterra, insieme a un gruppo di scuola più altri ragazzi che non conoscevo, fatto sta che uno di questi si prende una cotta per me. E tutte le "amiche" e compagne di classe alla fin fine mi ci fanno stare insieme. Ero molto debole all'epoca e incapace di decidere con la mia testa.
Fatto sta che lo bacio, e mi viene subito il voltastomaco, però da una parte sono allegro, almeno portò rispondere ai parenti che dicono "e il ragazzino non ce l'hai?".
Dall'altra sto male, e mi sento più in gabbia che mai, soprattutto perché i suoi amici mi chiamano ironicamente "Mario", e dicono cose tipo "Dai Mario mi fai vedere i muscoli? Ooh che paura!"
Ma quando uno di questi mi dice "sembri tu l'uomo e lui la donna" sento qualcosa scattare in me, sento il mio vero io che si ribella, ma non sa come uscire da quella prigione fatta di ossa e carne.

Dopo neanche una settimana lascio il povero ragazzo (innamorato perso), per sms. Non sarà un comportamento pregevole, ma avevo terrore di dirgli "No guarda, non sono gay".

Così ricomincia la scuola, sto sempre più a contatto con quella ragazza e alla fine mi innamoro, anche se non so come definirmi, dovevo parlare al femminile perché gli altri mi imponevano così, però sentivo delle discordanze con ciò che provavo e il termine che tutti usano per indicare una donna che ama un'altra donna, ovvero lesbica. Perché io nel mio profondo, donna non mi ci sentivo.
Passa l'anno senza eventi eclatanti, tranne il mio dolore per lei.

Inizia la prima superiore, finisco in classe con la mia amica di sempre (quella che conosco dalla prima elementare, e con la quale inizio avere dei dissapori solo da circa due anni), con un'altra ragazza che ho conosciuto durante la vacanza in Inghilterra, e con Giulia.
Stranamente mi ritrovo ad avere ottimi voti, e di conseguenza tutta la classe contro.

Faccio amicizia con Giulia il primo giorno di scuola, ci presentiamo, e noto qualcosa di speciale nei suoi occhi, ma non capisco subito cosa; perché ho sempre nella testa l'altra ragazza.

Parlo molto con lei, e lei mi racconta delle cose che ha vissuto che mi lasciano esterrefatto, e parecchio incazzato.
Non ne parlo qui perché sono cose sue, fatto sta però che mi han dato la forza per parlarle di me, alla fin fine ero riuscito a capire che la mia identità era quella di un ragazzo, ero blu, non rosa.
Le spiego di me e lei capisce, all'inizio rimane un pochino stupita, ma capisce e mi chiama col nome che mi sono scelto, Christopher.

Ho scelto questo nome perché è stato da sempre il protagonista delle mie storie, scrivo molto, e alla fin fine quel protagonista ero sempre io, narravo sempre quello che mi succedeva o che volevo mi succedesse. Alla fine sono rinato con quel nome.

Giulia mi spinge a parlare con la ragazza, a dirle che sono innamoratO di lei, con la O in fondo.
Ci provo, convinto lo stesso di fare fiasco.
E infatti così sarà, lei non si è dimostrata molto brava nei miei confronti, mi ha liquidato con un "spero che potremo restare comunque amici", ma continuava a parlarmi al femminile e non ascoltarmi, anche se le dispiaceva che ero stato male per lei.
Quella sera mi sono sentito morire, e se non ci fosse stata Giulia al mio fianco non so cosa avrei potuto fare.

Ho iniziato a legare sempre di più con lei, mentre le altre ragazze con cui uscivo non gradivano la sua presenza (gelosia? semplice carattere?), e chiedevano sempre se potevamo uscire senza di lei.
Io preferivo di gran lunga stare con una persona che mi accettava per come ero e non mi imponeva di stare in una gabbia dalla quale ormai volevo e stavo per uscire.

Ho litigato con quelle ragazze, pesantemente, soprattutto con quella per cui mi ero innamorato tempo prima, amore che probabilmente era solo una cotta adolescenziale, perché è bastato poco tempo per passarmi.

A Luglio del 2008 inizio a provare qualcosa per Giulia, sento che con lei posso essere me stesso, e la ammiro per essere felice (anche se dannatamente pessimista) dopo quello che ha passato, la reputo una persona estremamente forte (anche se lei non si vede così), dolce e comprensiva.
Caratteristiche che io amo in una persona.
Però inizio a pensare che nemmeno lei vorrà provare a vivere una storia seria con me, dato che sono quel che sono e i giudizi saranno molti anche per lei.
Invece accade l'inimmaginabile, mi ha fatto rinascere una mattina, grazie ad un suo bacio, mi ha confessato che provava qualcosa per me da parecchio tempo, ma che era sempre bloccata dal mio corpo.

Sono svenuto... Era il 30 agosto 2008, alle 9 di mattina, stavamo studiando diritto perché lei era stata rimandata a scuola; l'ho fatta passare io

Continuano i litigi con le ragazze, io non sono litigioso per animo e cerco sempre di trovare dei compromessi, quando invece dovrei essere più duro con tutti... Questo Giulia me lo fa notare, dopo varie litigate pesanti.

Perdo i contatti, fortunatamente, con quel gruppo di ragazze, anche se le vedo ogni mattina a scuola.
Nel frattempo Giulia riprende i contatti con quella che è stata la sua amica di sempre, R., la conosco e dopo poco le racconto di me e del mio "problema", anche lei subito mi capisce, anche se rimane un po' spiazzata all'inizio.

Passa l'anno tranquillamente, e io decido di cambiare scuola.
Ho bisogno di fare ciò che voglio io, non ciò che vuole mia madre.
Nel frattempo festeggio l'anniversario con Giulia in maniera splendida.
Vado all'istituto d'arte, per passare direttamente in terza devo fare degli esami di ammissione, così mi metto a studiare duro durante l'estate (grazie all'aiuto di R. e di suo fratello A., che frequentano entrambi quella scuola), e a settembre passo gli esami.
Ma a scuola c'è un leggero problema, un ragazzo, da sempre innamorato di Giulia, è geloso di me, lei ha provato a spiegare a lui la situazione, essendo un suo amico, ma lui non capisce, è aggressivo e minaccia che se vado in quella scuola sarò pentito della mia scelta.
Io non lo sto a sentire, ci vado ugualmente e inizio a dire a tutti che lui parla in un certo modo perché è innamorato di me e io l'ho rifiutato, i più ci cascano, e io mi sto per menare con il ragazzo in questione.
Per fortuna non succede nulla, e alla fine chiarisco con questo ragazzo e riusciamo addirittura a diventare amici.

A settembre conosco anche Tommy, e mi sembra una cosa straordinaria che qualcuno sia come me, io che da sempre mi sono sentito solo.
L'inverno 2009 è anche l'inverno in cui al Grande Fratello partecipa Gabriele Dario Belli, Giulia mi fa vedere la trasmissione solamente perché c'è lui, e io mi sento rincuorato dal fatto che egli sia riuscito ad avere il suo corpo.
Prima di conoscere Tommy e Gabriele credevo impossibile una cosa del genere.

Giulia trova la sua compagna, Gabriella Campagna, su Facebook e si mette in contatto con lei, a Febbraio incontriamo Gabriele, ma non possiamo parlare molto perché ha parecchi impegni.

Prendo sempre più forza e inizio a parlare di me ad alcuni compagni di classe, tutti loro sembrano capire dopo varie mie spiegazioni, e questo mi fa molto felice.
In fondo, cosa c'è di anormale? É come essere nati senza una gamba, malformati, e volersi riappropriare di ciò che è tuo mi sembra una cosa più che lecita.

A novembre 2009, per il mio compleanno, scrivo una lettera a mia madre in cui le parlo di me, di suO figliO, lei capisce, anche se continua tutt'ora a parlarmi al femminile per forza dell'abitudine.
Giulia ne parla con sua madre, ma lei non accetta, per lei sono uno psicopatico che rovinerà la vita a sua figlia. Provo a parlarci ma non si smuove dalle sue idee.
Mia sorella lo aveva già capito, per quanto mi ha detto, e mi consiglia un MIT vicino a dove abito, a Torre del Lago; ci vado e lì trovo la mia vera famiglia.
Non ci sono pregiudizi, nessuno critica nessuno, è stupendo.
Parlo con lo psicologo e subito capisce la mia situazione, mi dice che non occorre prendere appuntamento, lo devo fare solo se ne sento io il bisogno, è una persona stupenda.
I prezzi non sono nemmeno alti, le prime tre sedute sono gratuite e poi 35€ euro l'una.
M., lo psicologo, mi dice anche che se avessi 18 anni potrei tranquillamente cominciare il percorso.

Ad ogni modo da quando sono stato al MIT, ho cominciato a capire di essere un transessuale, ho capito veramente il significato del termine e quando mi presento a delle nuove persone lo faccio col nome di Christopher, e se hanno qualcosa da chiedere io spiego molto volentieri.

Se invece non capiscono, amen. E chi si è visto si è visto.

L'idea per questo forum è nata venerdì sera scorso, durante un congresso per persone transessuali, al quale ha partecipato anche Gabriele Dario Belli, abbiamo concluso che manca informazione. Così ho deciso di fare qualcosa nel mio piccolo.
Spero che, nonostante i problemi che sono sorti quasi subito, questa possa essere un'iniziativa destinata a cresce sempre di più.

Ragazzi, facciamoci sentire!

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Ultima modifica di Angelo Decaduto il Gio Set 09, 2010 1:15 pm, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Lun Set 06, 2010 11:18 am

Rileggendo il tutto ho notato che ci sono mooolti errori di forma, vedrò che riesco a fare, ho scritto senza rilegger nulla...

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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Lun Set 06, 2010 12:07 pm

Certo chris infatti abbiano notato tutti solo quelli....
ma va...
sa più di storia di vita vissuta, vera, processo mentale su foglio elettronico, senza il passaggio dai filtri mentali della forma.
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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Lun Set 06, 2010 6:23 pm

Purtroppo ho l'ossessione per gli errori grammaticali, è una distorsione post-maestra brutale alle elementari XD

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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Lun Set 06, 2010 9:36 pm

Sono tornato da un giorno, stanco morto, ma vivo, sono stato bene; ho dormito con lei dopo tanto tempo, è stato stupendo tenerla tra le braccia e svegliarsi ancora vicini, il suo profumo vicino a me... così dolce...
I suoi occhi socchiusi e le sue labbra morbide, sono rimasto parecchio a guardarla (anche se al buio), prima di addormentarmi, e molto anche al risveglio...

Una cosa che mi è piaciuta è che nonostante non mi fossi fasciato oggi pomeriggio, e fossi in costume, alcuni ragazzi tedeschi mi guardavano chiedendosi "ma è un maschio o una femmina?". Ad alcuni potrà dispiacere, ma a me inorgoglisce, perché nonostante si notino tutte le forme c'è sempre gente che mi vede. Che non capisce, ma se non capisce vuol dire che si pone delle domande, e se si pone delle domande significa che è curioso, e di conseguenza sarebbe più aperto a capire; a mio parere.
Un ragazzo mi ha addirittura dato del lui

Comunque sia ho iniziato a fare canottaggio, così da metter su un po' di muscoli e diminuire dunque il seno, trovo stupendo il fatto di esser immerso nella natura... Per di più non sono nemmeno da solo, ma insieme a mio cugino.
In questi giorni sembrerebbe andare tutto per il verso giusto, a parte qualche momento di abbassamento di morale, credo dovuto alla stanchezza, mi porta a fare pensieri cupi e negativi; ma comunque trovo questi momenti meno recenti e meno pesanti rispetto a qualche tempo fa.

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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Lun Feb 20, 2012 10:16 pm

Cavolo se mi ci sono rivisto nel tuo racconto. E io che credevo di avere delle distorsioni mentali!
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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Mer Feb 22, 2012 4:40 pm

devo prenderlo per un complimento? XD

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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   Mer Feb 22, 2012 4:51 pm

Ahahah! Beh, se vuoi! Almeno non sei fuori di capoccia come me!
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MessaggioTitolo: Re: Io in qualche goccia di inchiostro cybernetico   

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